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Le cause che possono determinare il fallimento implantare possono essere di natura biologica
o meccanica. Le cause meccaniche riguardano la frattura dell’impianto o dell’abutment, l’allentamento dell’abut-
ment e la frattura della porcellana. Numerosi studi dimostrano come l’allentamento dell’abument determini un
reintervento da parte del professionista. Scopo del presente lavoro è la valutazione in vitro della tenuta ai carichi
ciclici di una nuova connessione impianto-abutment con cone morse e vite di serraggio, poiché durante l’utilizzo
in vivo, cioè sotto carico e vibrazioni, tale connessione può essere soggetta ad allentamento.
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Scopo del lavoro. Lo studio si propone di effettuare un confronto radiologico alla media distanza di tempo tra i risultati della tecnica di riabilitazione implantologica orale bifasica e quelli della tecnica a carico immediato con impianti monostrutturali emergenti, con particolare riferimento al fenomeno del riassorbimento conoide dell’osso alveolare pericervicale
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L’alitosi viene definita come la modificazione in negativo delle proprietà organolettiche dell’alito, che può assumere odori sgradevoli e caratteristici a seconda di quali siano le cause scatenanti. Scopo del lavoro è stato verificare la possibile correlazione tra tipologia di connessione protesica agli impianti e insorgenza, o aggravamento, di una condizione di alitosi.
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Obiettivo. La Letteratura dimostra come il buon esito di una riabilitazione protesica è il risultato dell’accettazione fisica e psicologica della protesi da parte del paziente, del rapporto empatico che il clinico riesce ad instaurare con il paziente e della corretta applicazione dei principi costruttivi della protesi mobile totale.
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Da un punto di vista estetico e parodontale il successo di una riabilitazione implantoprotesica si basa sull’aderenza a quattro criteri operativi che potrebbero essere paragonati ai quattro punti cardinali per i marinai. Essi sono il punto di emergenza, l’asse implantare, il livello verticale e l’architettura perimplantare e parodontale.
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Obiettivo: valutare la prevalenza delle complicazioni di natura biologica e tecnica nelle corone singole su denti vitali (SC-v), su denti trattati endodonticamente senza perno e ricostruzione (SC-E), con perno personalizzato e ricostruzione (SC-PC) e su impianti
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Obiettivo. L’obiettivo di questo lavoro è stato quello di valutare clinicamente e radiograficamente la sopravvivenza ed il tasso di successo degli impianti in zirconia posizionati nella regione premolare durante un periodo di follow-up di almeno 12 mesi fino a 24 mesi.
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Lo scopo di questo studio era esaminare l'efficacia di una varietà di tecniche per riparare ricostruzioni in composito incollando nuovo composito a composito invecchiato artificialmente con compositi di diverse composizioni.
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Negli ultimi anni il tema della diagnosi e del trattamento dei disordini temporomandibolari (DTM) è divenuto argomento di interesse crescente in ambito medico-legale. Le teorie del passato, basate sui paradigmi occlusali, si sono rivelate erronee ed i clinici che eseguono trattamenti irreversibili a pazienti con DTM devono avere la consapevolezza delle potenziali conseguenze legali del loro comportamento.
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